Il gioco della tizia col mantello e le sneakers

da | 4 Set 2025 | Recensioni, Spoiler level 4 | 6 commenti

Gennaio 2023 (adoro iniziare le recensione con queste ‘vibes’ da vecchio quale sono), ero a Parigi, come spesso mi capita, e in tutte le stazioni di treno e metropolitana vedo il video trailer di un videogioco mai visto prima.
Sembra una gran figata! Un action RPG con una ragazina di colore che con mantello e sneakers salta per un mondo fantasy combattendo demoni con magie spettacolari. Poi vedo il marchio Square Enix a cui sono piacevolmente affezionato.
WOW sembrava proprio un capolavoro. E leggendo le gli articoli a riguardo sembrava il gioco della vita per gli amanti del genere.
“E’ GOTY!” avrebbe gridato qualcuno.

Poi il gioco esce e le recensioni lo demoliscono.
Peccato.
Non lo metto nemmeno in Lista che i giochi son sempre tanti e la vita è troppo breve per giocare a giochi brutti.

A luglio 2025 mi ritrovo questo gioco sul PSPlus e, in un momento di buco tra MH Wilds e Silksong (che grazie ai miei sensi di pirla sapevo sarebbe uscito a breve), decido di dargli una chance memore di quelle interminabili attese alla metro di Parigi a guardare quei video affascinanti.

Forspoken è un gioco che ti prende per mano, ti promette la rivoluzione e poi ti accompagna con calma verso la noia.
Lo vedi che ci credevano. Lo vedi che ci hanno provato. Solo che si sono persi, pezzo dopo pezzo, idea dopo idea.

Ma partiamo dal combat. Perché il combat è FIGHISSIMO!
Il sistema è basato su due input principali: R2 per le magie di attacco e L2 per quelle di supporto.
Le magie di supporto sono tutte diverse e molto divertenti, soprattutto molto utili, se non fondamentali, perché con i loro effetti particolari rendono molto vario l’approccio al combattimento.
R2 può essere premuto per un colpo base, oppure caricato tenendolo premuto: più lo carichi, più l’incatesimo fa male (fino a 3 livelli di caricamento). Il punto è che non puoi solo startene fermo a caricare. Devi fare combo, schivare, saltare, usare abilità di supporto, tutto per innescare la possibilità di caricare istantaneamente le magie in modo rapido ed efficace. Il risultato è un combat dinamico e costantemente frenetico.
E funziona. Funziona molto bene ed è divertente.
C’è ritmo, varietà, complessità e vai avanti nel gioco per scoprire quali saranno le prossime magie e come funzioneranno.

I nemici, poi, subiscono danni diversi a seconda del punto colpito: se attacchi un mob resistente ad un tipo di magia alle spalle, gli fai comunque danno. Quindi puoi mirare in modo intelligente, sfruttare le esplosioni per colpire da dietro e rompere le difese. In più, c’è il sistema di stagger, che ti permette di sbilanciare l’avversario per poi eseguire un colpo critico.
Il combat ha davvero una grande profondità nascosta sotto il caos visivo e quando inizi a capirlo, ti prende tantissimo.

Inoltre ogni singolo incantesimo ha una mini-quest dedicata: uccidi 10 nemici in un certo modo, usa l’incantesimo in una certa condizione, e così via. Completando la sfida, la magia sale di livello miglirando le prestazioni. È un sistema semplice ma geniale: ti spinge a testare tutto, a cambiare approccio, a variare. E ti diverte farlo.

Ma appena esci dal combattimento, torna il disastro. Il crafting è carino ma non è ottimale: una volta che potenzi un mantello o una collana puoi trasferire le abilità su un altro pezzo (è quindi il possesso del primo item con una abilità che ti permette di applicarla su altri oggetti). Quindi finisce che potenzi costantemente il primo equip che hai trovato e vai avanti solo su quello.
L’interfaccia è un disastro. Capire cosa ti serve, dove trovarlo e come farmarlo non è molto user friendly e devi saltare da un menù all’altro per capire come craftare un oggetto o di cosa hai bisogno. Non ci sono indicatori chiari, e navigare nei menù è frustrante. Serve pazienza. un po’ troppa forse.

Poi c’è la storia, che parte con un’introduzione lunghissima, pallosissima, che non finisce mai.
CINQUE ORE per dire che sei una ragazza sola con un passato difficile, finisci in un mondo fantasy, ti affezioni a una bambina, la prima regina pazza la uccide, allora ti incazzi e decidi di vendicarti. Poi tra una indecisione e un’altra (tipo film disney) vieni spinto in maniera palese ad ammazzare le altre regine e poi il cattivo finale compare. Semplice, banale, prevedibile…
Accettabile. Se solo fosse raccontata bene. Invece è lenta, spezzata, scollegata. Scene d’intermezzo in cui puoi solo camminare, dialoghi eterni, spiegoni noiosissimi.
Il modo in cui viene raccontata la lore del mondo è ancora peggio: dialoghi forzati con la mascotte, NPC con racconti non skippabili che ti vomitano lore, milioni di libri e di documenti sparsi per il mondo da leggere. Zero naturalezza. Nessun senso di scoperta. Anzi: paura di parlare con gli NPC, perché parte l’infodump.
Le città, anzi LA città, è fittizia, vuota, con NPC stereotipati. Le quest secondarie fanno venire il latte alle ginocchia: segui il gatto, segui il tizio, ascolta il pippone. E quando finalmente ti dicono “vai là”, il gioco ingrana nuovamente ma con un carico di tedio sulla schiena ancora più grande di prima.

E poi c’è l’open world, che come sempre parte bene e finisce in fotocopia. Il parkour magico è divertente: salti, corri, voli, tutto bello fluido. Ma la mappa è piena di punti inutili: scrigni, torri, mini dungeon, boss con milioni di HP che non prendono danni. I punti mana (necessari per imparare nuove magie) sparsi ovunque ti fanno esplorare, ma è un trucchetto per incentivare il free roaming (per fortuna sono tanti e un po’ di incatesimi li impari con questo stratagemma). Le tipologie di attività interessanti si contano sulle dita di una mano, e alla 40esima ora l’unica cosa che vuoi è finire il gioco.

Il sistema di difficoltà è personalizzabile, ma bilanciato malissimo. I mob normali sono troppo deboli. I mini-boss sono sacche di hp (cit.) con resistenze assurde. Ti metti lì, lanci magie per mezz’ora, e fai pochi danni. E se sbagli, muori. Strategia? Sì, ma basata sull’endurance. Un muro contro muro in cui vinci solo se hai più pazienza.
I Boss invece sono molto ben fatti: hanno tutti abilità e moveset differenti e raramente ho trovato due volte lo stesso boss in aree differenti. Per sconfiggerli bisogna avere startegia e adeguare lo stile di combat della magia selezionata alla situazione.

La vera tragedia di Forspoken, quindi, è che c’erano tutte le carte per fare un gran gioco. Il combat funziona, le idee ci sono, la progressione magica è stimolante. Ma tutto il resto è un freno a mano tirato. Narrazione lenta, dialoghi forzati, città vuote, personaggi dimenticabili. E un open world che dopo un po’ ti guarda e ti dice: “puppa”.

Bastava renderlo un jrpg più lineare: eliminare le zone dell’open world che non vengono toccate dalla storia principale (e che visiti solo per i punti di interesse), limitare i punti di interesse e gli scrigni sparsi per la mappa, concentrarsi un po’ di più sulla regia e la narrazione e sarebbe stato un vero capolavoro.
Peccato che hanno subito un po’ la sindrome di Ubisoft volendo fare una roba assurdamente grande e concentrandosi sulla quantità più che sulla qualità.

In conclusione Forspoken è una magia costruita con cura… e lanciata nel vuoto. Il combat è uno dei più originali e divertenti visti negli action-RPG recenti. Ma è incastrato in un gioco che non sa dove andare, pieno di buone intenzioni e cattive decisioni.
La Square Enix RPG sa come si fanno i jrpg, si vede che ce l’ha ancora dentro. Solo che stavolta si è fatta fregare dal fascino delle torri, delle mappe enormi e dei sistemi che sembrano profondi ma non lo sono.

È un grande gioco nascosto in mezzo a un sacco di noia. E ti dispiace. Perché poteva essere una bomba.
Ma alla fine è solo tutto fumo e niente palla di fuoco.

5 5 voti
Lascia un voto
guest
6 Commenti
Vecchi
Nuovi Più votati
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
Dark__89

Saranno caduti anche loro nella trappola del più è grande più è bello, ma purtroppo non è così…peccato anche a me un po’ interessava ma dopo aver letto la recensione non penso lo giocherò..

Mago

Ho guardato qualcosa ma non mi ha tirato più di tanto.
sicuramente NON SARA’ GOTY PERCHE’ ESCE YOTEI: quello E’ GOTY!1!!!!11!!!

Dmaulini

Questa sindrome del creare un open world a tutti i costi è una piaga 🙁 meno e bene per me avrà sempre la priorità.
Mannaggia a te che mi hai fatto venire voglia di provarlo anche solo per il combattimento, devono fare un altro gioco con stesso sistema e solo botte.

Altri articoli

Che cosa è Neva?

Che cosa è Neva?

Neva è un tripudio di colori e di bellezza.
È una storia che si raccontata con le parole, ma con i colori, le luci e i sentimenti.

6
0
Dicci cosa ne pensi, lascia un commento!x