Open world
Gli open world sono diventati la forma standard del videogioco moderno: mappe gigantesche, centinaia di attività, torri da scalare e icone ovunque. In teoria dovrebbero offrire libertà. In pratica spesso offrono soprattutto molto spazio da riempire.
Ogni tanto però succede qualcosa di interessante: un open world che usa davvero quello spazio per creare esplorazione, ritmo e gioco. Non capita spesso, ma quando capita vale la pena parlarne.
Gli articoli qui sotto provano proprio a capire questa differenza: tra mondi aperti che funzionano davvero e quelli che servono soprattutto a dimostrare che la mappa è molto, molto grande.
articoli
Il gioco della tizia col mantello e le sneakers
Forspoken è un gioco che ti promette la rivoluzione e poi ti accompagna con calma verso la noia. Ci hanno provato ma si sono persi idea dopo idea.
Assassin’s Creed Valhalla: (video) recensione sbarazzina
Recensione onesta e sbarazzina (e lunghissima) della mia unica opinione su Assassin's Creed Valhalla. Complimenti a Ubisoft!
La grande camminata di Hideo in cerca di un gameplay
Una volta, un Lupo Saggio mi disse di giocare a Death Stranding, ma non di farlo in live, perché così me lo sarei goduto di più. Death Stranding, a suo parere, era un’esperienza e non un gioco vero e proprio. Decisi di seguire il suo consiglio e, ancora oggi, nonostante tutto, lo ringrazio molto.
Ghost of tsushima: Sekiro’s creed
Un minestrone a base di samurai, parry, open world e panorami mozzafiato... La valle degli Orti Giapponesi ringrazia.
C’è un pendolo all’Horizzonte
E quindi mi ritrovo qui parlare della mia avventura su Horizon Zero Dawn.
Sinceramente non ne avevo molta intenzione, ma l'esperienza sta andando per le lunghe e mi sta prendendo (nel bene e nel male) molto più di quanto avessi pensato.
Quando la storia è bella ma preferiscono la geografia
Un capitolo fresco di Assassin's Creed in cui Ubisoft ha aggiunto elementi da gioco di ruolo per svecchiare un brand che ormai aveva già dato quasi tutto quello che poteva.

